PostHeaderIcon Bilancio greco

20 ottobre

Nel lasciare un paese a poppa per far rotta su un altro, viene spontaneo stilare una specie di bilancio complessivo circa le emozioni, i momenti, i paesaggi, gli incontri, le avventure e le disavventure che questo paese ha saputo regalarti. Ebbene, la Grecia figura sicuramente fra i tre paesi che maggiormente ci sono piaciuti al mondo. Fin dal nostro ingresso a Kastellorizo, siamo letteralmente saltati nella cartolina della Grecia più bella e affascinante. Una terra in cui dominano i colori forti del mare, del cielo azzurro, i paesaggi aridi punteggiati dal verde intenso degli ulivi e dall’arancio dei giubbotti di salvataggio abbandonati dai migranti, greggi di capre e pecore, strade sterrate che conducono a suggestive spiagge selvagge e scogliere a picco con l’intenso profumo di salvia e di timo che ti accompagna. Monasteri incastonati nella roccia delle montagne, casette cubiche bianchissime contornate di blu, chiese e cappelle votive disseminate un po’ ovunque, come sospese fra cielo e terra. E lo yogurt : semplicemente meraviglioso. Ma quello che maggiormente ci ha appagati ed entusiasmati é il grande senso di libertà che ancora vi si può respirare. Si può praticamente gettare l’ancora ovunque senza che nessuno venga ad incassare o a venderti qualcosa. Nei 4 mesi di permanenza in Grecia non siamo mai stati controllati da una qualsiasi autorità; le formalità di ingresso e di uscita con la barca sono semplici e poco costose; gli ormeggi nei porti hanno prezzi accettabili, un po’ meno quelli in marina. Mai ci siamo sentiti insicuri o abbiamo temuto possibili furti. La barca é sempre rimasta aperta e al gommone non abbiamo mai messo il catenaccio. Ognuno può vestirsi come vuole (c’é anche chi  nemmeno si veste) e può bere quel che gli pare senza limiti se non quelli della decenza. Tutto ciò non ha prezzo e a mente nostra, insieme al vento e alla moltitudine di baie protette e alla cordialità della gente, fa della Grecia il paese più bello al mondo per la navigazione a vela. Certo, pure la Grecia sta progredendo - ancorché lentamente - verso il destino piatto, omogeneo e globalizzato di tutti i paesi occidentali. Ovunque si issano antenne per la rete telefonica cellulare, si costruiscono depuratori, si allargano e si asfaltano le strade e nelle località invase dal turismo sorgono faraonici complessi alberghieri e lussuosi marina che fanno a pugni con la leggera, armonica e gradevole architettura tipica e tradizionale. C’é solo da augurarsi vivamente che la Grecia non segua l’esempio dell’Italia o della Croazia dove il mare é diventato sinonimo di business spogliandolo così della sua quintessenza : la libertà. La libertà di solcare i mari all’infinito e di gettare l’ancora ovunque, gratuitamente, senza i costi e le tasse di parcheggio che caratterizzano la terra. Nel paese i soldi entrano comunque, non c’é da temere. Anche chi viaggia e vive in barca fa provviste, noleggia auto, visita musei, acquista souvenir o abbigliamento e contribuisce volentieri all’economia locale, ma lo fa ancor più volentieri se non é molestato da quanti si propongono di mungere i naviganti. La superficie del mare é uno dei pochi spazi dove uno si sente ancora in libertà, speriamo tanto si conservi tale per l’eternità.

 

Romano

 
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