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29 ottobre

Mentre nel caffè di oggi strizziamo fino all’ultima goccia la nostra bottiglia superstite di grappa ticinese, ci cadono gli occhi sul planisfero. Lo sguardo ipotizza rotte che non abbiamo ancora percorso, si sofferma su isole ancora più remote di quelle già selvagge dove abbiamo gettato l’ancora. Siamo rientrati da poco, ma come ci scrive oggi Massimo che ci segue da quanto siamo partiti “si dice che il mare, una volta preso, non ti molla più” e si chiede se riusciremo a tornare a una vita “normale”. Un quesito che ci poniamo anche noi, tutti i giorni, da un po’ di tempo a questa parte, fermo restando che qualora dovessimo trovare uno sponsor o un lavoro da svolgere a bordo, la decisione di riprendere il mare per un altro giro, stavolta - rinfrancati dall’esperienza acquisita - alle alte latitudini in direzione della Patagonia, sarebbe presto presa. 
Ci rallegra comunque molto aver potuto in questi quattro anni abbondanti raccontare qualche angolo di mondo e speriamo di essere riusciti a far sognare un po’ chi ci ha seguiti.
L’appuntamento con il diario e con la selezione delle relative foto, come una moviola, ci consentiva di riavvolgere i ricordi e di riassaporare con più calma i momenti che venivano impressi nella memoria.
Vi siamo grati per l’attenzione che ci ha stimolati a tenere i nostri diari più o meno assiduamente, anche quando la motivazione, per varie ragioni, vicissitudini e priorità, si assopiva o veniva presa d’assalto dalla pigrizia, dalla stanchezza o dallo sconforto.
L’attenzione che ci riservate ci incoraggia al punto di continuare a descrivere il nostro vagabondo stile di vita anche nei mesi a venire, finché avremo spunti e soggetti che riteniamo possano interessarvi o finché non ci troveremo seduti dietro  una scrivania…

 

Romano

 
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