PostHeaderIcon Il diario di viaggio

PostHeaderIcon Archimede e gli specchi ustori

22 ottobre

Siracusa - In vera fede - era patria di Archimede

che faceva gli scherzetti, muovendo gli specchietti

e ben presto tutti quanti, per mostrarsi più abbaglianti

con in mano uno specchino, ripetevano il giochino.

Un bel giorno Siracusa fu assediata, senza scusa

dalla flotta dei romani e Archimede e i suoi paesani

senza armi, poveretti, (non avean che specchietti)

si provano a pensare cosa mai potesser fare.

“Archimede” - disser tutti - “siamo belli che distrutti”.

Lui rispose dal suo alloggio “Chi mi dà il d’appoggio

mi vedrà, senza sudare, tutto il mondo sollevare! …

Non vorrete che all’assedio io non trovi il rimedio ! …”

Quindi urlando in lingua greca “Ho trovato!” disse “Eureka!”.

E parlando il suo dialetto disse “Mano allo specchietto!”

È notizia assai diffusa che, d’allora, a Siracusa, si creò una

guarnigione con lo specchio in dotazione !

(da Archimede Chi é - Vincenzo La Rocca; versi di Lucio Tomas)

Siamo arrivati a Siracusa

 

Romano

 

PostHeaderIcon Telepatia

21 ottobre


Per i primi due terzi la navigazione da Navarino (Grecia) in direzione di Marina di Ragusa (Sicilia) procede in maniera soddisfacente. Un po’ a vela, un po’ a motore, maciniamo miglio dopo miglio. Alle soglie dell’ultimo terzo, in pieno Ionio centrale, il vento gira a ovest e rinforza, sollevando mare. Ci troviamo davanti ad una specie di muro di gomma. Tentiamo di avanzare sperimentando tutte le tattiche che riusciamo ad escogitare. A vela mure a dritta, poi mure a sinistra; a vela e a motore per stringere un po’ più il vento. Infine, solo a motore, per puntare dritti sulla costa est della Sicilia. Nulla da fare. Tutto inutile. A Go Go arranca, su e giù per creste e valli d’acqua, prua al vento. Macchine avanti tutta raggiungiamo al massimo 3-4 nodi, finché un’onda più alta delle altre ci frena a 2 nodi. La prospettiva di percorrere 85 miglia in queste condizioni é esasperante. Di conseguenza, decidiamo di non fare resistenza e di adattare la navigazione al vento. La rotta dove A Go Go si mostra più a suo agio é verso nord-nord ovest. Cerco sulla mappa nautica un marina. Punto il dito su Rocella Ionica, in Calabria, rotta 330°. Alziamo genoa, randa e mezzana. Spegniamo il motore ed ecco che come per incanto il tormento finisce. Docile e felice, A Go Go scivola a 8 nodi incurante della dozzina di acquazzoni e temporali che ci investono. Mentre l’equipaggio dorme mi occupo delle manovre che richiedono un incessante adeguamento dell’assetto velico. Prese di terzaroli, orzate e puggiate. Alle 5 del mattino abbiamo percorso 65 miglia e siamo ormai in vista di Rocella Ionica che dovremmo raggiungere fra meno di tre ore. Ormai ci siamo. Preso dalla stanchezza cedo il timone a Luana e vado a riposare. In cuor mio già pregusto la pizza che finalmente potremo gustarci a Rocella e la notte di sano riposo che si prospetta, in attesa che il vento giri a nostro favore per scendere a sud-ovest verso Marina di Ragusa. Luana - che ignora la grande fatica che ci é voluta per risalire il vento fin qui - costatato un improvviso calo di vento, pensa bene di invertire la rotta e a motore rimette la prua verso sud-ovest in direzione di Siracusa. La nostra vita di coppia ci ha ormai abituati a decisioni “telepatiche”. Quasi sempre, basta un’occhiata per intenderci su quel che occorre fare. Stavolta però, primo caso in cinque anni di navigazione, l’intesa é clamorosamente mancata. Al mio risveglio eravamo già tornati sui nostri passi di 25 miglia. Vanificata buona parte delle miglia duramente accumulate nel corso della notte. Ci rassegniamo a questo “telepatico equivoco”, rinviamo la pizza e continuiamo a macinare miglia … finché alle 2200 gettiamo l’ancora nella splendida baia di Siracusa, non prima di essere investiti a prua da un potente getto di inchiostro di un calamaro al quale molto probabilmente stavamo antipatici.

 

Romano


 

PostHeaderIcon Calabria ?

20 ottobre


Con l’avanzare della mattinata il vento da sud gira progressivamente a ovest. Per un velista, soltanto la bonaccia é peggio del vento sul naso. Di avanzare a motore contro vento (22 nodi) e onda, proprio non se ne parla. Perciò, ci tocca far buon viso a cattiva sorte e procedere di bolina cercando di risalire il più possibile il vento. La rotta ci conduce però teoricamente in Calabria, più precisamente a Ardore Marina, di cui non abbiamo mai sentito parlare. Così, seppur ampiamente fuori rotta, navighiamo in attesa che il vento sul naso cali al punto da consentirci di procedere, ancorché a motore, verso Capo Passero, e poi ancora a ovest verso la nostra ultima destinazione dell’anno 2016 : Marina di Ragusa.

 

Romano


 
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