PostHeaderIcon Fra marioli, birbanti, furfanti, truffatori e briganti

Una delle sensazioni più sgradevoli di questo viaggio - fortunatamente diluite fra le tante belle emozioni che ci ha regalato - é quella di sentirsi bersagliati dalle sanguisughe. In alcune zone del pianeta, più che in altre, abbiamo assistito al nostro arrivo ad una specie di frenesia pecuniaria. A Panama, in Colombia, alle Galapagos, in Indonesia - con un particolare picco a Flores e a Bali - alle Andamane, alle Maldive e ora qui, a Suez. L’arrivo di una barca a vela scatena una serie impressionante di appetiti che a volte si rivelano esasperanti. Se da un lato é abbastanza facile respingere seccanti offerte di beni e servizi, diversamente ne va per tutto quel che sia annovera fra tasse e costi più o meno ufficiali delle varie autorità. Dogane, polizia di immigrazione, autorità portuali, servizi di quarantena, guardacoste, marina militare, capitanerie di porto, in molti paesi sono accomunati in una sorta di vergognoso e frustrante magna magna che spoglia di qualunque onore e dignità l’essere umano, svelandone le sue più spregevoli caratteristiche. Ma non é tutto. Tassisti disonesti, cambisti imbroglioni, avidi venditori di articoli nautici e pezzi di ricambio, spregiudicati fornitori di carburante allungato con l’acqua, sedicenti ingegneri elettronici e meccanici che si sono rivelati dei semplici pasticcioni improvvisati con un cacciavite in mano, agenti golosi, mercanti bramosi, sarti scaltri, funzionari corrotti, compagnie telefoniche deliberatamente poco trasparenti e truffaldine, hanno in qualche modo cosparso un bel po’ di peperoncino sul nostro viaggio e alleggerito il nostro portamonete al punto che ora siamo un po’ stanchi e disgustati di dover sempre stare sulla difensiva, di dubitare sempre a priori dell’onestà e della buona fede di tutti. Suez non é il luogo più ideale per abbassare la guardia sotto questo profilo, anzi, forse rappresenta l’apice. Con nostalgia ripensiamo ai periodi trascorsi a Palmerston, alle Vanuatu, sulle isole della Papua Nuova Guinea come Heremit, dove - guardacaso - il denaro ancora non esiste. Appena rientrati in Mediterraneo ci metteremo alla ricerca di un’isoletta da sogno, dove si possa vivere a contatto con gente onesta, leale, di buona volontà, un luogo dove finalmente sia possibile smantellare con fiducia le barriere difensive e tessere rapporti umani semplici, cordiali, sinceri, aperti e generosi. Speriamo tanto non si tratti dell’isola che non c’é … non vorremmo dover amaramente concludere come qualcuno che diceva : “più conosco gli uomini, più amo gli animali”.

 

Romano

 
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